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12 anni di viaggi negli States
L.A., un raggio di 90 km d’estensione anche se dicono continui ad espandersi ancora oggi giorno dopo giorno;
qui per la prima volta ho guidato sulle freeways a 5 corsie che si incrociano tra loro.
A tratti sembrano infiniti “serpentoni” di cemento armato, il traffico è impossibile a tutte le ore del giorno, almeno apparentemente.
Questo secondo viaggio è stato il mio battesimo assoluto della guida negli states:
Che dire, il panico iniziale è notevole !
Ti trovi infatti imbottigliato fra migliaia di automezzi.
Eppure scopri quasi subito che il traffico pur lentamente scorre senza fermarsi, che quasi nessuno cambia improvvisamente corsia tagliandoti la strada.
Sono insomma mediamente correttissimi, (l’eccezione conferma la regola infatti), probabilmente si sono abituati al caos e alla polizia sempre presente, adattando la loro guida.
Vi dirò che fare un giro alla 17:30 sui viali della mia città è molto più stressante oltre che, anche se pare incredibile, lento e snervante:
Se poi dovesse pure piovere.
Qui da noi è finita mentre in America in generale, cambia poco.
Proseguendo si incontra la celebre Malibu, una mezza delusione, nel senso che le spiagge sono private, inaccessibili, e protette dalle security e dai vigilantes assunti degli abitanti, tra cui molte star del cinema;
non si vede nulla insomma, a parte la cittadina vera e propria attraversata dalla statale.
Ho letto da qualche parte che è in corso una causa per rendere queste spiagge pubbliche in quanto di proprietà dello stato, gli abitanti vogliono però difendere la loro privacy.
Chissà quindi come finirà, anche se ho il sospetto che con i soldi che corrono in quella zona, non cambierà nulla.
Bella cmq la vista di cui si gode percorrendo la Pacific Coast Highway che fiancheggia la costa da Carmel a L.A, ogni tanto in mezzo all’oceano blu e increspato dalle onde, si intravedono dei surfisti che si fanno sempre più numerosi ad ogni chilometro percorso.
A mezz’ora di auto da Malibu, ecco Santa Monica, anche qui, il classico molo (molto famoso questo a dire il vero) col luna park i ristoranti e i pellicani poi, le spiaggie larghe, la gente che fa jogging, gioca a beach volley e i surfisti.
Alla domenica a Santa Monica è quasi impossibile trovare da posteggiare l’auto e i parcheggi non sono di certo rari, ma diffusi e spaziosissimi.
Però d’altronde, da qui inizia l’area metropolitana di Los Angeles.

Leggermente più a Sud si incontra Carmel un'altra incantevole cittadina dalle caratteristiche spiagge bianche, ed ancora oltre appena un po’ all’interno l’Hearst Castle costruito in passato dall’omonimo ricchissimo personaggio.
Superata Morro bay, nelle cui acque si trovano, a poche centinaia di metri dalla spiaggia caratteristiche isolette, si arriva a Santa Barbara, deliziosa cittadina fiorita e famosa meta di vacanze che ha fatto da sfondo tra l’altro, ad un noto serial televisivo.
Sulla spiaggia sorge un caratteristico molo con luna park dove sono presenti molti ristoranti e si possono ammirare tanti pellicani che attendono un gesto “caritatevole” dai pescatori sempre presenti.
Una cosa curiosa che ricordo è che alla sera andammo a mangiare in una pizzeria nella zona degli hotel che si chiamava “Zio Luigi”.
Lo “Zio” era Italiano, ed oltre a impiantare la sua attività con successo (il locale era pieno) si era integrato a tal punto che, era candidato alla carica di Sindaco.
Le elezioni si sarebbero svolte da lì a poco:
Chissà se poi fu pizza gratis almeno una sera per tutti .
Non è dato a sapersi, quella sera comunque per iniziare omaggiò 2 poliziotti in servizio che si fermarono per cena, negli States non è raro infatti incontrare gli agenti a pranzo o a cena nei vari Mc Donald, Burger King, Kfc, Wendy, ecc. ;
evidentemente pure loro, come tanti cittadini, apprezzano in modo particolare la formula “drive thru” ovvero, il servizio senza scendere dall’auto.