12 anni di viaggi negli States

domenica 27 settembre 2009

L.A. beaches & downtown



Nei dintorni della “città degli angeli” vi sono un sacco di famosissime spiagge.
Le spiagge proprie di L.A. sono Marina del Rey, Venice, Long beach, in quest’ ultima è ormeggiata la Queen Mary, storica nave da crociera che ora è stata trasformata in Hotel di lusso, mentre per quanto riguarda la città da vedere sono i quartieri chic e famosi:
Beverly Hills, ma anche Bel Ami, con ville e residenze da sogno di tanti attori e celebrità;
esistono cartine (maps) ad hoc in cui scoprire il proprietario della determinata costruzione. Sicuramente da percorrere è l’opulenta Rodeo Drive, una sorta di quinta strada di L.A. , e da non perdere è il Grauman's Chinese Theater, quello con le impronte degli attori che dà sulla Walk of Fame, la strada con le stelle riportante i nomi delle celebrità.
Molti “titolari” comunque erano a me sconosciuti, devo dire che ho scoperto solo leggendo le guide che l’interessato paga per apporre sul marciapiede la propria stella personalizzata, io avevo sempre pensato che queste fossero una sorta di riconoscimento ai meriti, ma del resto è pur sempre vero che siamo in America, il paese del Business dove si paga tutto o quasi …
Percorrendo Sunset Boulevard, uno dei punti da dove vedere la classica scritta Hollywood sulla collina si vedono tantissime delle palme con cui di solito presentano la California;
il luogo è molto indicato per foto e riprese ovviamente al tramonto.

domenica 26 aprile 2009

Los Angeles

L.A., un raggio di 90 km d’estensione anche se dicono continui ad espandersi ancora oggi giorno dopo giorno;
qui per la prima volta ho guidato sulle freeways a 5 corsie che si incrociano tra loro.
A tratti sembrano infiniti “serpentoni” di cemento armato, il traffico è impossibile a tutte le ore del giorno, almeno apparentemente.
Questo secondo viaggio è stato il mio battesimo assoluto della guida negli states:
Che dire, il panico iniziale è notevole !
Ti trovi infatti imbottigliato fra migliaia di automezzi.
Eppure scopri quasi subito che il traffico pur lentamente scorre senza fermarsi, che quasi nessuno cambia improvvisamente corsia tagliandoti la strada.
Sono insomma mediamente correttissimi, (l’eccezione conferma la regola infatti), probabilmente si sono abituati al caos e alla polizia sempre presente, adattando la loro guida.
Vi dirò che fare un giro alla 17:30 sui viali della mia città è molto più stressante oltre che, anche se pare incredibile, lento e snervante:
Se poi dovesse pure piovere.
Qui da noi è finita mentre in America in generale, cambia poco.

Malibu & Santa Monica

Proseguendo si incontra la celebre Malibu, una mezza delusione, nel senso che le spiagge sono private, inaccessibili, e protette dalle security e dai vigilantes assunti degli abitanti, tra cui molte star del cinema;
non si vede nulla insomma, a parte la cittadina vera e propria attraversata dalla statale.
Ho letto da qualche parte che è in corso una causa per rendere queste spiagge pubbliche in quanto di proprietà dello stato, gli abitanti vogliono però difendere la loro privacy.
Chissà quindi come finirà, anche se ho il sospetto che con i soldi che corrono in quella zona, non cambierà nulla.
Bella cmq la vista di cui si gode percorrendo la Pacific Coast Highway che fiancheggia la costa da Carmel a L.A, ogni tanto in mezzo all’oceano blu e increspato dalle onde, si intravedono dei surfisti che si fanno sempre più numerosi ad ogni chilometro percorso.
A mezz’ora di auto da Malibu, ecco Santa Monica, anche qui, il classico molo (molto famoso questo a dire il vero) col luna park i ristoranti e i pellicani poi, le spiaggie larghe, la gente che fa jogging, gioca a beach volley e i surfisti.
Alla domenica a Santa Monica è quasi impossibile trovare da posteggiare l’auto e i parcheggi non sono di certo rari, ma diffusi e spaziosissimi.
Però d’altronde, da qui inizia l’area metropolitana di Los Angeles.